Recensione 6 Andrea Marrone www.andreamarrone.it
L’inferno dell’eros di Elena Torresani non è un luogo triste e cupo. è
un inferno bollente di desideri, quattro gironi popolati da uomini eccitati,
vagamente ignoranti dei meccanismi del piacere femminile, paranoici, insicuri,
uomini da condurre per mano in un viaggio alla scoperta dei sensi. Poesie esplicite dove le penetrazioni non sono metafore, dove un
incontro a tre non è una astrazione ma una sinfonia di pensieri, sfioramenti,
batticuori, dove la pelle suda e rabbrividisce, dove gli umori del piacere
colano fragranti di umanità. Eros è un dio esigente che ricompensa con il piacere chi ha il coraggio
di abbandonarsi a lui affrontando i pericoli di una scelta che la nostra
società è sempre pronta a bollare d’immoralità. Non ci sono ipocriti paraventi verbali, tutto è offerto al lettore che
può decidere di entrare in una dimensione di comprensione, di fusione con il
femminile o anche solo farsi scaldare i sensi dalla conturbante franchezza di
un poema erotico dedicato ad una sorella che non lo leggerà mai, non perché sia
morta, ma perché, come dice la dedica, non accetta la sessualità dell’autrice.
Recensione 5 - Pedro Pedrotta
La cosa che colpisce di più di questo libro è lo stile.
Ho smesso di scrivere poesie parecchi anni fa perché credevo ancora che queste fossero fatte - dovessero essere fatte - di versi e non di prosa con gli a capo a capocchia. Ebbene: LInferno di Eros dribbla il problema (badiamo: non è problema da poco), alterna linee prosastiche, resoconti giornalistici, puri distillati intimistici, piccole e grandi illuminazioni liriche, un certo qual piglio da poema in prosa, varie sfumature di humour, unattenta, intensa e sentita passionalità, una tenerezza straordinaria ed un compiacimento appena intravisto nellinscenare lo squallore della quotidianità (NON nel sesso quanto negli esseri umani e talvolta nelle cose).
Non solo: questoperazione alchemica nella quale sintravede un giusto grado di casualità istintuale che ben reagisce con la generale sicurezza ripetutamente evidente nel trattare la materia verbale, Elena Torresani la butta là come se niente fosse, o meglio: come se fosse lunico modo per scrivere (e noi sappiamo che non è vero ma lei riesce a convincerci ugualmente). Un appunto, però, inevitabilmente mi scappa: più che poema (narrazione unitaria di uno o più eventi cui sia impressa una vettorialità temporale) LInferno di Eros è un canzoniere fatto e finito. E poi: Inferno, Inferno ... io ci ho intravisto anche dolcissimi barlumi di Paradiso (particolarmente nel Girone dei Raffinati) ed una donna che parla con passione, tenerezza e senso dellumorismo del perché del cosa e - moltissimo - del come le piaccia il sesso: questo non può che essere (anche aldilà della bellezza straordinaria di certi passaggi) qualcosa di luminoso e liberatorio.
Lo scorso week-end ho fatto una capatina a casa, grazie alla clemenza di Alitalia. Tra le mille cose che ho fatto in 36 ore e poco più, c'è stata la presentazione del libro di un'amica. Un poema erotico. Pubblicato da Andrea Oppure Editore. Il titolo è L'INFERO DI EROS. Vi ho dato queste informazioni piano piano perchè ne prendiate nota e corriate in libreria. Ne vale la pena, garantisco! Elena l'ho conosciuta attraverso Sara, che è parte della mia famiglia. Elena è una ragazza che chiama le cose con il loro nome, anche troppo. Elena ha fatto un percorso interiore (solo supposizioni, ma credo di non andare molto lontano dalla verità) che le ha permesso di accettare la realtà per quella che è. E di divertircisi, se capita. Elena non ha una morale, ma sanissimi principi. Elena sa che il sesso non è amore, ma mi ha detto, nell'intervista di sabato, che finalmente per lei, oggi, le due cose coincidono. Elena ha saputo farmi leggere un libro erotico senza farmi arrossire e ha saputo farmi amare visceralmente alcune sue poesie, tanto che alcune parti le so ormai a memoria. Elena dice cose convenzionalmente imbarazzanti senza alcun imbarazzo. E se qualcuno, grazie al suo libro, rivaluta la libertà del proprio corpo dalle gabbie del pensiero comune, beh, Elena ne sarà felicissima. Libro consigliato. Per voi stessi, per il vostro fidanzato, per un regalo di Natale.
Un piccolo gioiello di realismo ed ironia. Brevi racconti di una giovane donna alle prese con i piaceri e i "dispiaceri" del sesso. Senza peli sulla lingua ed inutili di giri di parole, l'autrice ci conduce per mano attraverso le sane esperienze di chi non teme la scoperta di se stesso e dei basici istinti umani. Nessuna paura del giudizio altrui, nessun timore di apparire nuda di fronte agli occhi del lettore incuriosito. Elena Torresani è riuscita là dove molti hanno fallito: rappresentare il sesso per quel che è, un semplice bisogno fisico, chiaro, trasparente e pulito, dimostrando che la vera malizia è negli occhi di chi legge. Degni di particolare nota sono "I divieti di Eros", piccoli consigli pratici affinchè il sesso rimanga sempre passione e non divenga mai noioso automatismo.
Eros non è solo poesia. O meglio: si, certo è poesia nella sua forma più intima. Il che significa che è per lo più un tormento. E che sia piacere per il corpo e necessità di discesa nella propria anima è la cifra della sua necessità. Come l'ossigeno, Eros ci tiene in vita. Come una condanna, Eros ci priva del fiato e ci costringe a non poterne fare a meno. Il libro di Elena è un caso perché, nell'epoca dei romanzi e dei pacchetti commerciali, la sua autrice (preparata, brava, brillante e spiritosa blogger) sceglie un genere poco adatto al mercato, ma ben confacente al suo argomento. Una prosa poetica per scandagliare il tormento di Eros, che è estasi e insieme deviazione. Nelle righe di questo libro, da leggere e rileggere come un piccolo imperdibile gioiello, ci sono tutto lo humor e la sensibilità di una donna con una grande umanità e un lungo percorso di formazione personale, sentimentale e sessuale, che affronta le sue fragilità e grida le sue fantasie, con penna lieve e piglio malizioso. Scrivere un libro erotico, ma erotico davvero (non pruriginoso!) non è da tutti. Ma a Elena viene così naturale... Che volete? A ciascuno il suo dono! 'L'inferno di Eros' è una rivincita di libertà, un inno al femminino istinto di seduzione. Elena dimostra che in un mondo che legge per accumulo e si riempie di parole, si può fare letteratura con la sintesi. E quando le parole sono quelle giuste, non c'è bisogno di scriverne altre, perché a rovinare la poesia si fa davvero troppo presto: "Mi piacerebbe poter scrivere / Un giorno/ Qualcosa tipo / Il Paradiso di Eros. / Ma ho dati insufficienti, / E tutto ciò che mi resta / è di darvi commiato. / Sottovoce. / Razza di arrapati che non siete altro."
Recensione 1 - Vittorio Cobianchi
Il dono che qualsiasi viaggiatore desidera di più è senz'altro quello di avere a sua disposizione una guida autoctona che gli sappia mostrare le meraviglie nascoste e prelibate del paese nel quale si accinge a viaggiare. Nel suo "Inferno di Eros" Elena Torresani si dimostra una guida arguta, spiritosa e tanto avveduta della nostra natura da sapere quali sono le cose che potranno maggiormente piacere di quella terra piena di tesori che è la sessualità femminile. I suoi costumi, le sue leggende, le sue regole segrete, le sue fantasie più intime ci vengono rivelate con un candore e una schiettezza disarmanti. Elena Torresani mette in campo, sempre con grande intelligenza, tutti i sentimenti che posssono attraversare l'anima di chi racconta della propria terra con ragionata passione: la nostalgia, l'entusiasmo, il divertimento, il desiderio. Il fastidio - che diventa per lo più indulgente ironia - per i turisti che ne percorrono le strade con arrogante ignoranza, o con piglio qua e là maldestro, qua e là coloniale. La tristezza lieve che viene dal percorrerne asprezze e contraddizioni. Di tutto il bene che si può dire di questo libro, non si possono tralasciare però due rimpianti piuttosto feroci che la sua lettura lascia dietro di sè, come tetti scoperchiati dopo un impetuoso e bellissimo temporale estivo: il fatto di non aver letto prima (molto prima) nulla di simile, e il pensiero di tutte le imperizie che si sarebbero potute evitare e di tutte le cose belle che si sarebbero potute fare grazie all'insegnamento di queste pagine preziose. E il rammarico di non essere amici dell'autrice tanto intimi da poter sentirle raccontare a voce, queste piccole storie piene di senso e di sensi, su un tappeto o intorno a un tavolo, con voce e luci basse, dopo abbondanti libagioni.